Verso l’addio agli inceneritori in Europa

e una maggiore protezione della biodiversità

Il Parlamento europeo ha approvato un rapporto sulle linee guida del prossimo programma ambientale Ue. Previsto il divieto di incenerimento dei rifiuti a vantaggio del riciclaggio. Passa anche un rapporto sulla tutela della biodiversità. Il parlamentare europeo Zanoni, IdV,: “Misure concrete per arrestarne la perdita. I rifiuti devono diventare una risorsa”.
Passano al Parlamento europeo due importanti rapporti su ambiente e biodiversità.

Stop europeo agli inceneritori

Stop europeo agli inceneritori

“Una pietra miliare per l’Europa. Adesso la Commissione segua la linea indicata dal Parlamento e compia azioni concrete per salvaguardare la biodiversità, proteggere l’ambiente e chiudere una volta per tutte con pratiche obsolete e pericolose come l’incenerimento dei rifiuti”. Così Andrea Zanoni, eurodeputato IdV, commenta l’approvazione dei due rapporti da parte dell’Aula di Strasburgo. Continua a leggere

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Ricicliamo Parma

In migliaia hanno risposto all’appello di Gcr per la seconda manifestazione nazionale contro gli inceneritori “Ricicliamo l’Italia”.
La stagione inclemente non ha permesso di raggiungere e superare i “numeri” dell’aprile 2010, ma crediamo che la sfida sia stata vinta.

Ricicliamo Parma

Ricicliamo Parma

Le adesioni sono arrivate alla ragguardevole cifra di 178, con gruppi, associazioni e comitati da tutta Italia, tutte le regioni rappresentate.
Dalla bassa cremonese è arrivato un finto inceneritore che ha sfilato per le vie di Parma.

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Falde acquifere e allevamenti intensivi

Un grave problema per la città ma anche per il territorio provinciale

La disinfezione rappresenta il trattamento più diffuso nella depurazione degli acquedotti e, nella maggior parte dei casi, è anche l’unico realizzato sull’acqua prima della sua distribuzione.

Lo scopo della disinfezione è quello di abbattere la carica batterica e virale, mantenendo un minimo di agente disinfettante nell’acqua per impedire la formazione e lo sviluppo di microrganismi endogeni (es. ferrobatteri) o esogeni da liquami animali introdotti nella rete idrica.

Falde acquifere

Falde acquifere

Gli agenti disinfettanti utilizzati nella rete degli acquedotti sono l’ipoclorito di sodio (NaClO) ed il biossido di cloro (ClO2), quest’ultimo più largamente utilizzato.
L’acqua che viene pescata dall’acquedotto di Parma in falda è carica di nitrati. Continua a leggere

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Quanti rifiuti produrrà l’inceneritore?

La chiusura del ciclo è pura invenzione
Siamo ormai abituati a sentirci dire che l’inceneritore garantirà l’autosufficienza impiantistica della nostra Provincia, visto che “chiuderà il ciclo dei rifiuti”.Ovviamente questa affermazione fa pensare che l’impianto in costruzione ad Ugozzolo sia una specie di ultima stazione, oltre la quale non serve andare, visto che penserà a tutto il grande forno.

Ceneri dall'inceneritore

Le ceneri in uscita dai forni

Ci sentiamo anche spesso interrogare sulla nostra alternativa, e chi lo fa da per scontato che con l’inceneritore non ci sarà più bisogno di discariche, mentre senza, se non si brucia tutto, non si saprebbe dove mettere la montagna di scarti che ogni anno si produce. Insomma con il forno rifiuti zero, senza forno montagne maleodoranti di monnezza. Continua a leggere

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Ceneri o Veleni?

Ci sentiamo spesso ripetere la favola dell’inceneritore che chiude il ciclo dei rifiuti, portando a zero lo scarto in uscita.
Noi ribattiamo sempre come sia necessaria una discarica di servizio per le ceneri prodotte dall’incenerimento dei rifiuti (30% in peso).
Ma i sostenitori dei forni replicano così: “Le ceneri non verranno sistemate in qualche buco recondito ma anzi saranno un utile ingrediente per i cementifici durante la produzione di calcestruzzo”.

Il dubbio che non sia proprio così semplice ci viene ogni volta che transitando dalla tangenziale nord osserviamo i teloni verdi del Cornocchio, che nascondono 100 mila tonnellate di ceneri del vecchio inceneritore, ancora senza destinatario ed affrancatura.
Una dislocazione momentanea di 11 anni, che di momentaneo ha solo un flebile ricordo.
L’utilizzo delle ceneri nei cementifici lo abbiamo sempre visto come follia pura. Continua a leggere

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Chi l’ha visto?

 

L’inceneritore orfano e un’autorizzazione fantasma 

L’inceneritore di Parma non solo non ha né padre né madre, ma si fatica a trovare anche qualche parente alla lontana.

Forse è stato lui

 

L’ultima schizzinosa presa di distanza giunge a stretto giro di posta dopo l’ultima (l’ennesima) procedura d’infrazione aperta a carico del forno di Iren, questa volta da parte dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. Continua a leggere
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Vi racconto una storia

Che assomiglia alla nostra

C’era una volta una valle.
Imponenti e maestose le montagne che la racchiudevano.
I suoi pendii e i suoi ruscelli la gioia e l’orgoglio del suo popolo.
Le comunità che l’abitava era fiera del territorio e viveva in armonia con esso, ricavandone sostentamento attraverso le attività agricole, gli allevamenti, l’accoglienza dei turisti.

Purtroppo quel bel territorio subì diverse aggressioni ambientali (industria siderurgica, costruzione di strade statali, trafori ferroviari e stradali, centrale idroelettrica) ma riuscì lo stesso a contrastarne gli effetti nel tempo, rimanendo rinomata per la sua qualità della vita, a contatto con la natura.
Finché un brutto giorno un comitato d’affari e di potere non vide la possibilità di mettere le mani su un enorme quantità di denaro (un finanziamento dell’Unione Europea) e decise che pur di farlo si doveva creare una legge ad hoc, una legge Obiettivo, che permettesse di costruire enormi infrastrutture senza rendere direttamente conto alle popolazioni dei territori devastati.
In tutta Italia soprusi e ingiustizie furono perpetrate in nome dei guadagni di quei pochi, come si può capire dalle testimonianze dolenti raccolte da “Fratelli di Tav”, il bellissimo film-inchiesta di Manolo Luppichini e Claudio Metallo. ( http://vimeo.com/26226413 )
Quella bella valle, nonostante tutto quello che è accaduto, viene ancora oggi strenuamente difesa dal suo popolo, che non la vuole sacrificare all’ingordigia dei signori del Tav.
Chi sono questi signori?
Un consorzio d’imprese costruttrici, coordinato dalla cooperativa Cmc (ex amministratore Pier Luigi Bersani), Rocksoil spa, società di consulenza di geoingegneria di Giuseppe Lunardi e famiglia, Impregilo, società di costruzioni partecipata da Gruppo Benetton, Gruppo Ligresti, Argofin.
Interessi a costruire che possono farsi forza dell’appoggio politico della maggioranza dell’arco costituzionale e che riescono a scavare una breccia nel fronte comune del “Patto dei Sindaci”, che aveva finora impedito l’attuazione degli scavi necessari per le opere di verifica dell’impatto ambientale della Tav valsusina.
Il sindaco di Chiomonte, Renzo Pinard, concede infatti i permessi per gli scavi geognostici e così si apre il cantiere de La Maddalena.
Chi è Renzo Pinard?
Eletto Sindaco di Chiomonte con una lista civica di centrodestra si dichiara favorevole al Tav.
Il comune di Torino è grato a Pinard, tanto da conferirgli la cittadinanza onoraria.
Ma la gratitudine degli amministratori torinesi potrebbe aver percorso anche altre vie, per così dire più concrete? Forse.
Tra le altre cose infatti Renzo Pinard è proprietario di un’azienda, la Nuova Spurghi Jet.
Si occupa anche di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani, raccolta differenziata dei rifiuti urbani e speciali non pericolosi, gestione isole ecologiche, lavaggio, disinfestazioni e sanificazioni di contenitori stradali per rifiuti.
Il comune di Torino detiene una grossa quota azionaria di Iren spa, che controlla Iren Emilia.
Proprio in Emilia e segnatamente diffusissimo in molti comuni della provincia di Parma, è l’affidamento, da parte di Iren, a Nuova Spurghi Jet della raccolta differenziata.
Il sindaco Pinard non è profeta in patria ma forse è un fortunato imprenditore sulle nostre terre.
Cosa accomuna la lotta No Tav alla lotta No Inc?
Vorrei poter raccontare la storia del fiero popolo parmense, che si oppone a quegli stessi intrecci di potere e di affari, per difendere il proprio territorio dallo scempio ambientale e salvare la salute dei propri figli dal mortale inquinamento che verrà prodotto dall’inceneritore.
Queste sono due storie di diritto all’autodeterminazione dei popoli.
Come il popolo della Val di Susa anche quello della provincia di Parma si vede costretto a lottare per difendere il proprio stile di vita, la propria idea di sviluppo, nel nome della salute e dell’ambiente minacciato e violato.

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Slow food e Rifiuti Zero

A Parma un corso sulla corretta gestione dei rifiuti

Cooperare per “iniziare ad alleggerire il carico inquinante”, un carico che mette a rischio la possibilità di diffondere il Diritto al Piacere e di salvaguardare l’ambiente dove viene prodotto il Cibo Buono Pulito e Giusto.

Un corso per “difendere l’agricoltura” di piccola scala che fra mille difficoltà si trova a competere non solo con l’agroindustria ma anche con l’agro-energia, l’energia che mangia le campagne.
Nei giorni 12, 19, 26 marzo e 2 aprile 2012, la condotta di Parma in “cooperazione” con l’associazione Gestione Corretta dei Rifiuti di Parma e con la sezione di Parma del Movimento per la Decrescita Felice, organizza un serie di incontri formativi sulla strategia Rifiuti Zero. Continua a leggere

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Verità e Condanne

L’inceneritore di Montale ha avvelenato l’aria e i campi attorno al camino
A Pistoia condannati i responsabili: la diossina fu emessa dall’impianto

Una sentenza storica che ha confermato le preoccupazioni dei residenti, l’inceneritore ha contaminato l’aria e i campi di diossina, uno dei veleni più pericolosi al mondo

Ora lo dice anche una sentenza che gli inceneritori inquinano l’ambiente.

Il processo di primo grado a carico del presidente del Cis, gestore dell’impianto di incenerimento di Montale (Pistoia), e del suo direttore, si è concluso infatti con due condanne. Continua a leggere

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Eran rifiuti, ora son biciclette

L’idea è semplice e rivoluzionaria al tempo stesso e testimonia quale ricchezza si nasconda dentro i mucchi di rifiuti che tanto spaventano gli occidentali.
In Brasile l’artista inventore Juan Muzzi, uruguaiano trapiantato nel grande Stato sudamericano da 40 anni, ha dato vita ad un progetto che sta avendo grande successo in Sud America e che vedrà nascere presto ulteriori sviluppi.

Pet, polipropilene, nylon, abs gli ingredienti riciclati che vanno a comporre le Muzzi Cycles, biciclette urbane da strada senza saldature ne vernici, vendute su Internet al prezzo di 140 dollari.
E se l’inizio, la fase di ricerca dei finanziatori, è stato davvero faticoso, ora la fabbrica produce a pieno ritmo biciclette low cost, riciclate al 100%, che sono generate a partire proprio da quei rifiuti che a Parma vogliamo bruciare nel forno di Ugozzolo, mentre in Brasile ci corrono su due ruote. Continua a leggere

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