Ricicliamo Parma

In migliaia hanno risposto all’appello di Gcr per la seconda manifestazione nazionale contro gli inceneritori “Ricicliamo l’Italia”.
La stagione inclemente non ha permesso di raggiungere e superare i “numeri” dell’aprile 2010, ma crediamo che la sfida sia stata vinta.

Ricicliamo Parma

Ricicliamo Parma

Le adesioni sono arrivate alla ragguardevole cifra di 178, con gruppi, associazioni e comitati da tutta Italia, tutte le regioni rappresentate.
Dalla bassa cremonese è arrivato un finto inceneritore che ha sfilato per le vie di Parma.

C’erano rappresentanti venuti da Aosta, Valle Virtuosa, dalla Sicilia, da Trento, Nimby Trentino, da Montale, c’era il Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia, Ecologicamente, il comitato nazionale No Biomasse No Biogas, l’associazione dei Comuni Virtuosi, la Rete Nazionale Rifiuti Zero.
La giornata è iniziata all’auditorium del Giordani con il convegno sui rischi sanitari dell’incenerimento e sulle alternative realizzabili ora, con gli interventi di Patrizia Gentilini, Stefano Raccanelli, Alessandro Romiti, Gabriele Folli.
Il pomeriggio ritrovo al parco ex Eridania con laboratori e musica, e la pioggia incessante che non ha concesso tregua, se non nella non forte intensità.

Il corteo ha sfilato per via Tanara e via Repubblica, prima di occupare piazza Garibaldi.
Una sosta sotto la casa del presidente dell’Unione Parmense degli Industriali Giovanni Borri in via Repubblica per infilare sotto la porta una lettera con la richiesta di moratoria della Federazione degli Ordine dei medici.
Slow Food, i gruppi di acquisto solidale, il comitato Rubbiano per la Vita, Isde, medici per l’ambiente, Legambiente Valtermina, Ada, il WWF, il comitato Cave all’amianto No Grazie, il movimento Decrescita Felice, i Gas La Spiga e Terra Terra, i Nostri Borghi, i No Tav, Rete Ambiente Parma, tante e innumerevoli le sigle e gli striscioni.
Dal palco si è fatto appello ai candidati sindaco affinché facciano un passo indietro sulle scelta dell’inceneritore, forti del supporto di tutta la gente giunta a Parma per sostenere la lotta.
Ezio Orzes, Ponte nelle Alpi, ha sottolineato come sia possibile arrivare in pochi mesi al 90% di raccolta differenziata, rendendo inutile la presenza di un inceneritore ed ha richiamato le amministrazioni locali a non essere supine alle multiutilities.
Fabio Cavalli ha portato i saluti di Slow Food nazionale, che da sempre si batte per il cibo buono e giusto e oggi sottolinea l’importanza fondamentale del territorio e della sua salvaguardia.
Emanuela Baistrocchi ha fatto appello alle mamme lanciando l’allarme diossina, già oggi purtroppo presenti nei nostri organismi.
Per la sesta volta Parma è scesa in piazza per dimostrare il proprio no all’inceneritore e proporre le alternative di gestione dei nostri scarti.
Ieri diversi candidati alla carica di sindaco erano presenti alla manifestazione e hanno avuto modo di toccar con mano con quale serietà scientifica viene portata avanti la proposta “verde” di corretto riciclo dei materiali. Abbiamo visto Federico Pizzarotti del 5 Stelle, Roberta Roberti di Parma Bene Comune, Roberto Ghiretti di Parma Unita.
Il prossimo 27 aprile, all’auditorium Toscanini Gcr ha invitato per una serata su rifiuti e inceneritore gli aspiranti alla poltrona di piazza Garibaldi: finora hanno aderito 7 candidati, ne mancano ancora 3 all’appello, Bernazzoli, Buzzi, Ubaldi. Siamo certi che anche loro aderiranno, non crediamo vogliano sottrarsi al confronto.
Cosa propone oggi l’associazione Gestione Corretta Rifiuti, quale la strada da seguire?
La prima proposta riguarda la corretta impostazione del sistema di gestione rifiuti: quindi riduzione, riuso, riciclo, recupero, sviluppando al massimo ogni passaggio, cosa che oggi non è assolutamente fatto ne a Parma ne in tanti altri comuni. Con una raccolta differenziata spinta si può superare il 90% di differenziazione, numeri che cancellano di fatto ogni fornace, mancherebbe il carburante.
La seconda proposta riguarda la verifica del progetto del colosso olandese Van Gansewinkel, che propone una dismissione del Paip per una riconversione in centro di riciclo integrale. Il prossimo sindaco deve prendersi l’impegno di confrontarsi con i numeri della proposta olandese e presentarne poi alla città il risultati.
La terza proposta è la moratoria: occorre aderire alla richiesta della Federazione Ordini Medici dell’Emilia Romagna di moratoria per proteggere la salute dell’ambiente e delle persone e che consenta di sviluppare al massimo le tecniche alternative di gestione ed affrontare poi, a risultati raggiunti, la necessità o meno di un muovo impianto.
Parma e l’Italia hanno ieri dimostrato un profondo attaccamento ai valori dell’ambiente, del benessere, del territorio. Ora occorre una risposta da parte delle istituzioni a questo appello al buon senso che sale direttamente dall’opinione pubblica.
Occorre un po’ di coraggio da parte dei candidati a sindaco a far fronte comune con i cittadini attenti a attivi, quelli che senza vantaggio personale di spendono ogni giorno per la comunità.
E non sono pochi.

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